Libro secondo delli privilegiati della nobile Arte della Seta della Città di Napoli… 1557 Matricole dell’Arte della Seta, vol. II

Libro secondo delli privilegiati della nobile Arte
della Seta della Città di Napoli...
1557
Matricole dell’Arte della Seta, vol. II

L’Arte della Seta si sviluppò a Napoli a partire dal secolo XI.

L’associazione degli artigiani e la loro partecipazione alla vita pubblica furono vietate da Roberto d’Angiò e furono invece ammesse da Giovanna I che ne consentì l’organizzazione in corpi d’arte.

Ogni Arte era costituita da persone che esercitavano il mestiere, iscritte in libri detti Matricole secondo una gerarchia che distingueva i “lavoranti” dai “maestri” e dai “consoli”.

Questi ultimi, supremi magistrati dell’Arte eletti temporaneamente, esercitarono in un primo tempo solo un controllo amministrativo-finanziario, ma, dopo il riconoscimento giuridico del consolato ottenuto dal re Ferrante nel 1465, ebbero la facoltà di giudicare i matricolati e i lavoranti in tutte le cause civili e criminali concernenti il mestiere.

Il 5 ottobre 1477 furono istituiti il Consolato dell’Arte nobile della Seta come foro privilegiato e il Tribunale di primo grado e si imposero una serie di obblighi fra i quali l’iscrizione nel libro delle matricole.

Privilegi e prescrizioni costituirono la rigida struttura statutaria dell’associazione di mestiere che trovò il suo fondamento sociale nella mutua assistenza fra maestri e lavoranti, incannatori, filatori, tessitori e tintori ; San Giorgio ne fu il patrono e la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo la sede.


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