Tabula Chorographica Neapolitani ducatus, saeculo XI, cum regionibus eiusdem sociis vel conterminis, per Bartholomaeum Capasso, ivi, vol. II/II, Napoli 1892 scala 1:300000 Biblioteca

Tabula Chorographica Neapolitani ducatus, saeculo XI, cum regionibus eiusdem sociis vel conterminis, per Bartholomaeum Capasso, ivi, vol. II/II, Napoli 1892 scala 1:300000 Biblioteca

Nel saggio pubblicato in «Archivio storico perle provincie napoletane», XVI [1891], organo della Società napoletana di storia patria fondato nel 1876 dallo stesso Capasso insieme con Giuseppe De Blasiis, Camillo Minieri Riccio e Scipione Volpicella, il Capasso così si esprime: «sapendo quanta luce arrechi alla narrazione dei fatti la cognizione dei luoghi ove quelli avvennero ho cercato con la testimonianza dei documenti contemporanei descrivere in tutte le sue parti ed attinenze il ducato napoletano e la città capitale negli ultimi tempi della sua esistenza». Alla minuziosa descrizione aggiunse, poi, quella iconografica con la carta corografica del Ducato napoletano e quella topografica della Città di Napoli nel secolo XI, realizzate proprio su suggerimento del Consiglio direttivo della Società. La Tabula topographica della città di Napoli riporta lo sviluppo della città nell’ambito delle mura medievali e la situazione dei fondali con le strutture sottostanti dopo l’arretramento delle acque. I Monumenta, editi in due volumi – il secondo dei quali in due tomi – rispettivamente nel 1881, 1885 e 1892, oltre a raccogliere un vastissimo numero di documenti – molti dei quali inediti – e notevoli dissertazioni sugli aspetti della vita politica, spirituale, sociale ed economica del Ducato si arricchirono, quindi, di due pregevoli illustrazioni che offrivano il punto di partenza per lo studio delle trasformazioni e degli ampliamenti posteriori.  Lo stesso Capasso rivela nel saggio citato le difficoltà incontrate nell’elaborazione dei disegni, difficoltà dovute da una parte alla mancanza di documenti e ai mutamenti territoriali ed edilizi intervenuti nel corso del tempo, dall’altra alla propria «inattitudine a disegnare». L’esecuzione delle tavole fu possibile solo grazie al concorso di Luigi Riccio, uno dei primi fondatori della Società, e alla cooperazione artistica dell’ingegner Hornbostel che, come ricorda l’Autore, «appassionandosi ad un tale lavoro ha saputo ben comprenderlo e con grandissimo amore delinearlo».



Annunci