Albero dei discendenti e successori nei R. Feudi farnesiani da Margherita d’Austria a Ferdinando IV. s. d.

Albero dei discendenti e successori nei R. Feudi farnesiani da Margherita d’Austria a Ferdinando IV. s. d.
Direzione

Carlo di Borbone, divenuto re di Napoli, quale erede della madre Elisabetta Farnese vi portò nel 1734 molte delle carte dell’Archivio di Casa Farnese, che, aggregate dapprima all’Archivio Borbonico di Casa Reale, sono da considerarsi a tutti gli effetti parte dell’archivio privato dei Borboni di Napoli.

L’Archivio Farnesiano ebbe origine da Ranuccio I Farnese che nel 1592 dispose la raccolta e la riunione di tutti gli atti del governo delle Fiandre tenuto da Margherita d’Austria e da Alessandro Farnese, e di atti pubblici e privati di ogni sorta concernentila Casa Farnese.

Nel 1597 l’archivista della Casa Cesare Ripa ne compilò un indice alfabetico; nel 1621 Francesco Moresco ne stese una relazione.

Le carte, parte dell’Archivio Segreto, conservate a Napoli a Palazzo Reale, subirono danneggiamenti nel 1799; nel 1868 ne fu completato il versamento al Grande Archivio insieme all’Archivio della Prima Segreteria di Stato. Ma nei tragici eventi bellici del settembre 1943 il Farnesiano ebbe una devastazione tale da alterarne l’originaria consistenza. L’acquisizione dell’Archivio Borbone, avvenuta nel 1951 ad opera del soprintendente conte Riccardo Filangieri, riuscì tuttavia a riportare altro materiale originario riunito da Carlo di Borbone.

Nell’archivio è molto interessante la corrispondenza tenuta da Margherita d’Austria e dagli altri membri di Casa Farnese coi rappresentanti diplomatici all’estero e con gli agenti negli stati farnesiani e medicei nel Regno di Napoli dalla metà del secolo XVI, relativa fra l’altro per Napoli a Quisisana, per i feudi d’Abruzzo a Ortona, Città Ducale, Penne, Pianella.

Questi feudi, divenuto Carlo di Borbone re di Napoli, vennero compresi tra i beni allodiali, cioè di proprietà privata della famiglia reale, per essere amministrati dopo la restaurazione insieme a proprietà come Portici e Favorita di acquisizione non feudale, ma pervenute per acquisto e permuta. Proprio la trasformazione del regime giuridico degli ex feudi è l’idea portante di percorsi di ricerca ‘possibili’ che possono svolgersi nel lungo periodo non solo attraverso l’Archivio Farnesiano ma anche attraverso le carte degli Allodiali, gli Archivi della Segreteria, poi Ministero di Casa Reale, e quello della Cassa di Ammortizzazione.


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