Macchina idraulica per irrigare i campi. Napoli, 5 settembre 1828 Disegno a inchiostro acquerellato, 37.5×55.3 Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, b. 279 / 27

Macchina idraulica per irrigare i campi. Napoli, 5 settembre 1828
Disegno a inchiostro acquerellato, 37.5x55.3
Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, b. 279 / 27

Con l’arrivo dei Francesi a Napoli furono adottati molti provvedimenti atti a favorire il progresso tecnologico nel Meridione, superando le tecniche arretrate diffuse nelle varie manifatture. Risale al 2 marzo 1810 il decreto relativo alla definizione dei privilegi da concedere agli autori di nuove scoperte ed invenzioni in cui è precisato l’iter da seguire per ottenere tale riconoscimento.

Nel decreto erano distinti tre tipi di brevetto: quello d’invenzione, quello di perfezionamento, quello d’introduzione. L’inventore doveva inviare all’Intendenza della provincia di residenza due plichi sigillati contenenti i disegni e le descrizioni dell’invenzione proposta, uno dei quali veniva inviato al ministero dell’Interno. Le istanze ritenute di utilità generale erano inviate al ministero dell’Interno e poi al re, per evidenziarne la scoperta e dimostrarne i vantaggi e richiedere una ricompensa dai fondi destinati all’incoraggiamento dell’industria. La proprietà dell’invenzione veniva assicurata attraverso una patente associata ad un decreto, rilasciata su rapporto del ministro dell’Interno e attraverso i sindaci inviata agli interessati che avrebbero goduto del diritto di invenzione per cinque anni prorogabili a dieci o anche quindici.

L’invenzione doveva poi essere messa in atto entro un anno dalla concessione della privativa, altrimenti si decadeva dal privilegio. L’invenzione diventava di pubblico dominio allo scadere della patente, quando ne veniva resa nota la descrizione e ne veniva permesso l’uso in tutto il Regno.

L’incoraggiamento all’innovazione tecnologica e all’utilizzo di macchinari nuovi proseguì anche con il ritorno della dinastia borbonica sul trono di Napoli. A partire dal 1821 la disamina di tutte le domande era fatta dall’Istituto di Incoraggiamento che inviava quelle ritenute valide al ministero dell’Interno per la richiesta del privilegio. Per gli anni 1847-1849 i compiti in materia di agricoltura furono svolti da un ministero denominato per l’appunto Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, che fu abolito nel 1849.

Molte privative furono concesse per macchinari legati all’utilizzo dell’acqua, elemento fondamentale sia per il rinnovamento dell’industria, che per la produzione agricola. Molti sistemi utilizzati per l’estrazione e la distribuzione dell’acqua si basavano sull’utilizzo di trombe idrauliche.     Fabio Iovino di Boscotrecase propose un meccanismo per l’irrigazione che prevedeva l’utilizzo di una ruota idraulica azionata dalla forza di un uomo che metteva in movimento intorno al proprio asse quattro cilindri; questi, a loro volta, elevano quattro trombe le quali pescano da un pozzo l’acqua che può essere utilizzata per l’irrigazione.

A questa macchina idraulica fu concessa la privativa di cinque anni con decreto del 5 settembre 1828.


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