Orazione patriottica recitata in Napoli in occasione del glorioso inalzamento dell’albero della libertà sul Largo del Palazzo nazionale lì 10 del piovoso, a stampa. [Napoli 1799] Archivio Borbone, b. 657

Ritratto di Pasquale Baffi
NAPOLI, MUSEO NAZIONALE DI SAN MARTINO

Orazione patriottica recitata in Napoli in occasione del glorioso inalzamento dell’albero della libertà sul Largo del Palazzo nazionale lì 10 del piovoso, a stampa. (Napoli 1799)
Archivio Borbone, b. 657

“Affari di alta materia di Stato” è la classifica apposta all’orazione, priva di note tipografiche, che sappiamo dal “Monitore”, essere opera di Luigi Rossi. Per la festa del 29 gennaio fu innalzato un gran pino, un albero vero e dotato di radici, a testimonianza della vitalità degli ideali repubblicani. Presenti le autorità civili, militari e religiose, fu quindi cantato l’inno composto da Carlo Romeo.

In linea con lo stile propagandistico diffuso, l’orazione evoca i fasti della nazione francese, cui si accompagnano le virtù politiche, sociali, filantropiche: i principi della libertà, “dal Cielo spedita in Terra sul carro trionfale della Repubblica Francese”, dell’eguaglianza, della fratellanza; passa quindi a esecrare l’iniquità e la tirannide della monarchia borbonica, per ricorrere, infine, al simbolismo dell’albero, del berretto frigio, delle bandiere tricolori, che suggeriscono la libertà e il benessere indotti dal nuovo regime.


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