Pianta della Riviera di Chiaia 8 settembre 1824 Litografia con integrazioni manoscritte ad inchiostro, 450×600 (360×525) Reale Officio Topografico,

Pianta della Riviera di Chiaia
8 settembre 1824
Litografia con integrazioni manoscritte
ad inchiostro, 450x600 (360x525)
Reale Officio Topografico,

Gioacchino Murat con decreto del 29 settembre 1814 aveva trasformato la sezione topografica del Ministero di Guerra e Marina in Deposito generale della guerra e marina, con funzione di conservare le carte geografiche del Regno, le carte riguardanti i paesi esteri, soprattutto quelli limitrofi, le migliori opere riguardanti la geografia, l’idrografia, la topografia, la statistica, la storia e la scienza militare, gli strumenti astronomici, geodetici e topografici necessari per ogni tipo di operazione topografica e idrografica. Il Deposito, inoltre, si interessava del disegno, dell’incisione e della stampa di carte geografiche ed idrografiche di ogni tipo. A tale proposito Murat stabilì che si dovesse pro- durre una carta topografico-militare del Regno sulla quale venisse rappresentato l’andamento del terreno con la precisione necessaria per le vedute militari. Il Deposito fu inoltre articolato in quattro sezioni: archivio e segreteria, disegno, incisione ed officina.

Ferdinando IV di Borbone con decreto del 21 dicembre 1815 confermò l’istituzione del Deposito Generale della Guerra, che successivamente fu scisso in Reale Officio Topografico e Deposito della Guerra con decreto del 22 gennaio 1817.

Nel corso dell’Ottocento l’Officio subì svariate vicende istituzionali: gli anni tra il 1816 ed il 1820 furono quelli di maggiore attività, sotto la dire- zione di Ferdinando Visconti. L’adesione tuttavia di quest’ultimo ai moti del 1820 determinò il suo allontanamento dall’Officio, che nel 1832 fu aggregato alla Direzione generale dei Corpi facoltativi e poi all’Ufficio tecnico del Corpo di Stato Maggiore del Regno d’Italia, nel 1861.

Fin dalla nascita dell’istituzione topografica napoletana che aveva avuto in Giovanni Antonio Rizzi Zannoni  un personaggio  di  spicco,  si venne a creare uno stretto legame con il settore dell’incisione e del vedutismo, con importanti influssi nella produzione dell’Officio stesso. Intorno al 1815 furono fatti presso l’Officio Topografico i primi esperimenti di litografia, definita scrittura sopra pietra per uso della topografia, anche  se l’insegnamento di tale tecnica non fu portato avanti a causa del trasferimento dell’ufficiale di seconda classe Carlo Teodoro Muller che si era impegnato a fare saggi di incisione litografica ai disegnatori ed incisori dell’Officio Topografico. L’arte dell’incisione su pietra, d’al- tra parte, risultava più economica per il basso costo sia degli strumenti adoperati, che della manodopera  e della  stampa,  rispetto  all’incisione su rame.

I disegni prodotti dall’Officio erano realizzati an- che in occasione di eventi particolari, come nel caso della pianta della riviera di Chiaia per la parata dell’8 settembre 1824 che presenta oltre ad indicazioni toponomastiche, anche l’ordine dello sfilamento davanti il Palazzo di S. M. delle truppe napoletane comandate dal marchese Nunziante e delle truppe imperiali austriache comandate dal tenente generale d’Assia Asburgo.

La documentazione prodotta dall’Officio Topografico è conservata presso la sede sussidia- ria dell’Archivio di Stato di Napoli a Pizzofalcone e comprende documenti relativi agli anni

1819-1860, suddivisi in tre serie, che si integrano con altri documenti prodotti dall’Officio e conservati nel fondo Ministero di guerra, mentre un nucleo consistente di piante, disegni e rilievi è oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli.

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