Pianta ed alzata della città di Napoli fatta… da Paolo Petrini. 1748

Ritratto di Carlo di Borbone

Pianta ed alzata della città di Napoli fatta… da Paolo Petrini. 1748
Incisione, 608x1240 (495x1140)
Piante e disegni, cart.V, 2

La pianta del 1748 rappresenta la terza edizione dopo quelle del 1698 e del 1718.
Rispetto alla prima le due edizioni del ‘700, pur avendo lo stesso contenuto informativo, sono incise su tre nuovi rami e non presentano le ventuno vedute di corredo, che consentivano una lettura anche di brani dell’architettura urbana.
A margine della pianta è inserita una legenda con ventitrè richiami alfabetici e centoquarantanove numerici, mentre, sul lato sinistro c’è una dedica a Giovanni Vinceslao di Gallasso, conte del Sacro Romano Impero e duca di Lucera.

E’ proprio questa dedica che ci consente di affermare che l’edizione del 1748 è una semplice ristampa della precedente visto che il conte di Gallasso morì a Napoli il 25 luglio 1719 dopo aver ricoperto per brevissimo tempo – dal 4 al 25 luglio – la carica di viceré.

La pianta del Petrini soppiantò nel corso del XVIII secolo la veduta del Baratta del 1627-29 e divenne il modello iconografico della città di Napoli fino alla realizzazione della pianta del Duca di Noja, che costituì l’inizio di un nuovo e più razionale modo di rappresentazione.

La grande veduta del Petrini fu, quindi, per Napoli l’ultimo esempio di sintesi espressiva tra vedutismo e cartografia planimetrica.


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