Planimetria generale di Napoli col piano municipale di risanamento e di ampliamento e col tracciato ferroviario del progetto Cichelli per la sistemazione orientale della Città 1888 Litografia, 550×475 (440×440), scala di cm 5,2: m 800. Prefettura di Napoli, b. 4106 / 8

Planimetria generale di Napoli col piano municipale di risanamento e di ampliamento e col tracciato ferroviario del progetto Cichelli per la sistemazione orientale della Città. 1888
Litografia,550x475 (440x440), scala di cm 5,2: m 800.
Prefettura di Napoli, b. 4106 / 8

La pianta è allegata all’opuscolo N. CICHELLI, Novella Stazione ferroviaria e Palazzo di giustizia in Napoli. Relazione del progetto con due tavole di disegni, Portici 1888.

Il progetto si inserisce nel piano municipale di risanamento e di ampliamento ed è uno dei tanti mai realizzati. Sulla planimetria sono segnati in nero la struttura urbanistica nel 1888, in rosso le opere del piano municipale da attuare e in violetto il tracciato ferroviario che si vorrebbe costruire, mentre sono accennate con linea tratteggiata le opere in corso di approvazione e le varianti di possibile successiva attuazione. L’ingegner Cichelli proponeva di collocare il nuovo Palazzo di Giustizia nel sito della stazione centrale delle Ferrovie dello Stato che, a sua volta, doveva spostarsi presso piazza Carlo III di fronte al Reclusorio, esaminando dettagliatamente nella relazione tutti i vantaggi derivanti da una tale operazione.

L’ipotesi progettuale si basava su un più idoneo collegamento di tutte le strade ferrate e su un miglioramento della rete stradale per agevolare lo smistamento del traffico nelle varie zone della città. Tra i vantaggi previsti sono messi in luce quelli derivanti da una minore estensione di strade ferrate anche con la presenza di due stazioni, da dislocarsi l’una sulla banchina del Sacramento e l’altra in piazza della Maddalena.

Per l’occasione fu predisposta nella piazza del Plebiscito, allora denominata piazza San Francesco di Paola, un’apposita tribuna custodita dalla Guardia nazionale preposta all’ordine pubblico, nella quale presero posto i componenti della Corte Suprema di Giustizia e i magistrati rappresentanti il pubblico ministero.

Con il plebiscito del 21 ottobre 1860 fu così pro clamata l’annessione del Mezzogiorno d’Italia al Piemonte: il numero dei votanti era di 1.312.376, lo scrutinio aveva definito 1.302.064 voti favorevoli contro 10.312 contrari.

 

Advertisements