Quadro d’unione della Sezioni Mercato, Montecalvario, Porto, Pendino, San Ferdinando, San Giuseppe, San Lorenzo. s.d. Mappa catastale, 693×997 (648×965), scala 1:10.000. ASNa, Mappe dei catasti del distretto di Napoli, s. n.

Nel 1861, alla proclamazione dell’unità nazionale, in Italia vi erano ventiquattro catasti diversi tra loro che creavano una grande disomogeneità nel metodo di determinazione delle imposte di carattere catastale.

Con la legge del conguaglio provvisorio del 1864 si cercò di porre rimedio al problema, tentando di equiparare l’imposta fondiaria su tutto il territorio, ripartendola nei nove compartimenti catastali. I risultati furono però insoddisfacenti a causa dell’impossibilità di uniformare situazioni molto diverse ereditate dagli Stati preunitari.

Si arrivò così alla legge Messedaglia 1 marzo 1886, n. 3682, che stabilì la formazione di un unico catasto in tutto il territorio nazionale, perché applicare a tutti le stesse metodologie era l’unico modo per giungere alla perequazione fondiaria.

Gli articoli 1 e 2 così recitano: “Sarà provveduto, a cura dello Stato, in tutto il Regno, alla formazione di un catasto geometrico particellare uniforme fondato sulla misura e sulla stima …”; “La misura avrà per oggetto di rilevare la figura e la estensione delle singole proprietà e delle diverse particelle catastali e di rappresentarle con mappe planimetriche collegate a punti trigonometrici”.

Anche questa legge a causa delle trasformazioni sociali ed economiche avvenute fu modificata ed integrata da numerosi altri provvedimenti che confluirono nel testo unico delle leggi sul nuovo catasto terreni approvato nel 1931.

Con questa legge vennero definite le fasi che portano alla realizzazione del catasto: formazione, attivazione, conservazione. Le operazioni preliminari precedono il rilevamento topografico che porta alla elaborazione delle mappe e al calcolo della superficie delle particelle.

La mappa particellare è organizzata in fogli numerati progressivamente con un numero arabo. La rappresentazione unitaria di tutti i fogli di uno stesso Comune o di una stessa zona censuaria forma il quadro d’unione. La scala di rappresentazione tipica è di 1:2000, ma sono previste anche scale maggiori o minori a seconda dell’antropizzazione della zona. La scala del quadro d’unione, in genere di 1:25000, può essere anche di 1:10000 come nel nostro caso.

Il disegno è “a perimetro chiuso” e rappresenta un numero finito di particella o numero di mappale, oltre che i particolari topografici.

 Anna Fasolino

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