Supplica al re perchè sia concessa ad Eleonora de Fonseca Pimentel la separazione dal marito per i maltrattamenti subiti. 1784 Gran Corte della Vicaria, Ordinamento Zeni, b. 133

Supplica al re perchè sia concessa ad Eleonora de Fonseca Pimentel la separazione dal marito per i maltrattamenti subiti. 1784
Gran Corte della Vicaria, Ordinamento Zeni, b. 133

Il ‘processo’ presso la Gran Corte di Vicaria dal quale è tratta l’istanza del padre di Eleonora de Fonseca Pimentel è la causa civile di separazione dal marito Pasquale Tria de Solis per maltrattamenti, dopo sette anni di matrimonio.

Dagli atti processuali, emergono la sregolatezza, le “sconvenevoli e inurbane” maniere del marito, il “torbido carattere” di quattro cognate conviventi, ma soprattutto la personalità, la sensibilità, la formazione, le  letture della de Fonseca; interessanti, oltre le sue stesse deposizioni, quelle di Filippo Maria Guidi, professore di matematica e filosofia, di  Vincenzo Meola, insegnante di greco, di Francesco Mazzarella Farao professore di antichità.

Intellettuale impegnata, autrice del “Monitore Napoletano”, già denunciata nel 1795 come giacobina, Eleonora fu giustiziata mediante impiccagione a Piazza Mercato al rientro dei Borboni, che non le riconobbero la dignità di nobile e non le accordarono il ‘privilegio’ della scure.


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